NXDN: questo sconosciuto, ma non troppo…

di | 14/10/2019

Chi di voi nel realizzare un Hot-Spot usando la distribuzione Linux “Pi-Star” non ha visto nei “modi” disponibili i protocolli NXDN e P25? Io mi sono chiesto da subito chi utilizzasse questi protocolli di comunicazione e cosa avessero di diverso l’uno dall’altro. Mi sono studiato i due protocolli e ho capito che quello più ”accessibile” alla sperimentazione era l’ NXDN. Ma partiamo dall’inizio…..
In Toscana abbiamo realizzato una rete digitale radioamatoriale “multiprotocollo” dove le radio DSTAR (ICOM e Kenwood), quelle C4FM (YAESU) e quelle DMR (Motorola, Hytera, TYT, RETEVIS, ecc ecc) riescono, tramite ponti ripetitori interconnessi a dei server, a comunicare tutte insieme.
Questo mondo “multiprotocollo” ha permesso di riunire tutti i colleghi toscani appartenenti a varie realtà associative in un unica “piazza virtuale” in cui poter sperimentare cose nuove tutti insieme con vero spirito radioamatoriale. Questa convivenza ha inoltre permesso di apprendere cose nuove, stimolando la voglia di qualche tecnico annoiato a utilizzare qualche vecchia apparecchiatura buttata in un cassetto che modificata e connessa ad un mini computer Raspberry, un modem MMDVM e una manciata di componenti ha fatto rinverdire la voglia di fare radio. Ad altri radioamatori più dediti alla parte software invece ha stimolato il confrontarsi nella sfida di far comunicare radio che “parlavano lingue digitali diverse”. Molti gruppi in Italia hanno realizzato reti “multiprotocollo” simili alla nostra e questo ci ha permesso di interconnettere la nostra rete regionale con le altre, creando un infrastruttura nazionale.

In questo articolo vorrei parlare in particolare del protocollo NXDN che, grazie alla collaborazione degli operatori toscani, sta muovendo i primi passi a livello italiano.

Anche se il protocollo NXDN radioamatoriale è presente nel panorama delle comunicazioni digitali internazionale da alcuni anni, noi “Toscanacci Digitali” non lo avevamo nemmeno preso in considerazione. Prima di intraprendere questa nuova avventura ho fatto un’ accurata ricerca su Internet trovando una traccia di una precedente sperimentazione fatta dai colleghi italiani della ZONA 8 che avevano prima di me studiato questo protocollo; ho cercato di contattarli ma nessuno mi ha mai dato risposta. Inoltre, nessuno in Italia ha mai, come si dice in gergo informatico, “tirato sù” ovvero realizzato un reflector NXDN “italiano”, l’unico link “Italiano” è il “TG 10303 ITALIAN SPEAKING” ma sembra che non funzioni, non sono ancora riuscito a capire chi lo gestisca o chi lo abbia realizzato. La lista completa dei Reflector NXDN si trova sul sito dei colleghi OM inglesi che hanno realizzato il progetto “PI-STAR” che di fatto è diventato il punto di riferimento del software necessario alla sperimentazione. Il protocollo NXDN è un progetto condiviso tra ICOM e Kenwood che qualche anno fa si sono messe intorno ad un tavolo e hanno deciso di unire gli sforzi per realizzare un protocollo a “banda stretta” (6,25 Khz, meno larghezza di banda più canali disponibili) che abbia una resa audio e una robustezza comparabile ai protocolli civili della concorrenza che usano 12,5 Khz. Le radio ICOM che trasmettono in “digitale” NXDN vengono commercializzate con il nome IDAS e i modelli si riconoscono perchè di solito terminano con la lettera D (es.IC-FxxxxD). Le radio Kenwood sono invece per la gran parte “multiprotocollo” e hanno la possibilità di usare il protocollo NXDN, il protocollo DMR oppure il protocollo P25. La scelta di sperimentare il protocollo NXDN con radio ICOM è stata dettata dalla rapidità con cui sono riuscito a reperire tale apparecchiatura da un rivenditore locale e non per un motivo di preferenze tecnico-commerciali.

Essendo apparecchiature di uso “CIVILE” vengono vendute “a pezzi”: ovvero la radio, il carica batterie, il cavo di programmazione e il software di programmazione sono articoli distinti e devono essere acquistati separatamente. Reperito la radio e rientrato frettolosamente a casa, mi sono rintanato in “stazione” dove ho subito iniziato la configurazione della parte più facile, ovvero abilitare la rete NXDN sul mio “Hot-Spot” casalingo.
Fatto questo mi sono subito accorto che la rete NXDN essendo come il DMR una rete nata per il “civile” non ha la possibilità di “comprendere” i nostri nominativi ma solo ID numerici e nello specifico la rete NXDN necessita di un ID con massimo 5 cifre e che io non avevo, come fare?… una breve ricerca su internet mi ha portato sul sito “www.radioid.net” dove i colleghi americani si sono presi l’impegno di tenere un database mondiale degli ID NXDN; ho seguito la procedura di registrazione e dopo qualche giorno mi è arrivata una mail con il mio ID NXDN che ho subito inserito nelle configurazioni.
Con le esperienze già maturate nella sperimentazione degli altri protocolli la programmazione della radio NXDN è stata molto intuitiva, a grandi linee rispecchia quella di una radio DMR. Configurato sommariamente radio e Hot-Spot ho richiamato il TG 10 denominato “PARROT” (PAPPAGALLO) e ho fatto alcune prove: tutto funzionava a dovere, la mia trasmissione veniva ripetuta dal “pappagallo” in modo sorprendentemente chiaro. La prima fase era completata.

PROGRAMMAZIONE DEL RICETRASMETTITORE NXDN

Prendo liberamente spunto da un articolo di IK5XMK David che ringrazio pubblicamente per l’impegno che mette nella gestione della parte software della rete “multiprotocollo” Toscana, e non solo.

Premetto che serve una conoscenza di base del mondo informatico, come è giusto che sia parlando di trasmissioni digitali, e la voglia e la pazienza di “capire” come funziona questo “nuovo” sistema. Importante sapere che ( quasi ) ogni modello/marca di radio ha un proprio software di programmazione e quindi le videate saranno giocoforza diverse (Kenwood ha un programma diverso da ICOM). Questo il motivo per il quale è importante “capire il procedimento” di programmazione e non imparare scolasticamente le varie finestre del software in uso al momento.
Il primo passo è quindi quello di “leggere” il codeplug ( codeplug = programmazione, configurazione del ricetrasmettitore) collegando l’apparato al computer tramite apposito cavetto (generalmente USB dato in dotazione o acquistato separatamente) e il programma relativo (scaricabile anche dal sito del produttore del ricetrasmettitore o dato assieme al cavetto). Vedere quindi sul programma del ricetrasmettitore l’apposito bottone o funzione.

Ricordiamoci: IMPARIAMO IL METODO e non l’icona !!

Il codeplug può essere vuoto (di fabbrica) o con dei parametri già inseriti se il ricetrasmettitore è stato usato da altra persona. Nei prossimi passaggi vediamo le funzionalità base e tralasciamo intenzionalmente altre programmazioni come l’eventuale GPS (se presente, e troppo specifico per il singolo sistema). Dobbiamo essere in possesso del numero ID NXDN per stazione radio individuale, ottenuto dalla nostra registrazione sul sito apposito e va inserito nei dati della memoria canale.

NXDN opera per “contatti” che possono essere individuali (ID personali) o di gruppo (TG o Reflector). Pensiamo banalmente ad una selettiva che, quando attivata, “sblocca” uno o più ricetrasmettitori. Nel digitale si parla di contatti e TG. Nella configurazione e inserimento dei contatti possiamo specificare nell’apposita colonna un nome e associarlo ad un numero, oppure utilizzare da ambo i lati l’informazione numerica, come preferiamo. Vediamo di seguito come ad esempio è presente il TG 2225 IT TUSCANY come “di gruppo” quindi chiamato TG (opera per il transito sulla intera rete Toscana NXDN) e il contatto 25115, ovvero il mio ID privato. Nella pagina INDIVIDUAL ID LIST potremo mettere in questo caso IV3BVK (che ha come ID 730). Quando il collega opererà in radio vedremo sul nostro display il suo nominativo.

Di seguito l’elenco dei TG NXDN utilizzati al momento della stesura di questo articolo, alcuni hanno interconnessioni con la rete BM (BrandMeister), DMR+ (DMRPlus) e YSF (C4FM). Può essere utile programmare tutti i reflector seguenti in modo da poter ascoltare qualsiasi collega che si troverà a transitare sul ripetitore che stiamo usando, e metterli nello stesso gruppo di ascolto:

505 VKCore
530 New Zealand
1200 Florida
5057 VK7 TAS
50599 BM NXCore bridge
10200 North America
26810 Portuguese speaking test
10301 Spanish speaking
10302 NXDN 10302 Multimode
10303 Italian speaking
10304 REM-ADER Spain Group
10400 Pacific
20000 Europe, German speaking
25000 CT NXCore
25641 Russia NXDN Net
28299 America-Ragchew
30639 NorCal-Bridge / Multimode-NXDN
31010 Alabama-Link
31088 Colorado HD
31092 Connecticut Chat
31171 Illinois
31188 Southern Indiana
31340 Central New Jersey
31403 Oklahoma Link
31444 Rhode Island Digital Link
31665 TGIF Network
31672 Pi-Star NXDN Reflector
31777 DX-LINK SYSTEM
40721 Fusion Canada
46000 China
50525 DMR TG50525 bridge
52000 Thailand DTDXA XLX520N
53099 New Zealand
65000 World Wide
65208 French-Test
3023 3023 Ontario Crosslink
2140 2140 DMRplus BM Multi
2225 2225 IT Tuscany
21465 21465 ADER Multimode
9999 Disconnect TG 9999

Il passaggio successivo è quello di creare un “gruppo di ascolto” ovvero indicare al ricetrasmettitore quando aprire lo squelch e farci ascoltare l’audio. In pratica se passa un contatto presente nel gruppo di ascolto sentiremo l’audio. Possiamo dare qualsiasi nome al gruppo, lo utilizzeremo nelle proprietà del canale di memoria, successivamente.

La programmazione del “canale” o “memoria del ponte” è una fase che associa i settaggi fatti ad una frequenza operativa. Occorre indicare la frequenza del ponte (ricezione e trasmissione), assegnare un nome alla memoria (esempio il luogo ove è ubicato il ripetitore, per visualizzarlo quando si seleziona la memoria), associare un contatto creato in precedenza (quando si preme il PTT si opererà sul TG indicato – es. 2225 = IT TUSCANY) e il gruppo di ascolto per sentirne l’audio. La RAN (equivalente al color code DMR e al DG-ID C4FM) è per prassi radioamatoriale uguale a 1, possiamo fare il paragone ad un “Tone Squelch”.

A questo punto non rimane altro che “raggruppare” i canali di memoria preparati in “zone”. Il termine zona può assumere diversi significati. In pratica è come avere un raccoglitore di documenti da ufficio (codeplug) e il singolo cassetto lo pensiamo come zona (archivio di memorie). In essa ci inseriamo le memorie che possono avere una certa attinenza in modo da richiamarle più facilmente da un pulsante programmabile sull’apparato (es. TOSCANA e dentro tutte le memorie dei ponti ripetitori della Toscana). E’ una operazione estremamente soggettiva. Io di solito divido le zone per categorie, Digitale NXDN, Ripetitori FM, Dirette ecc. ecc.

La programmazione è terminata, memorizzare il codeplug preparato nell’apparato. Leggere inoltre con attenzione in manuale del ricetrasmettitore e la guida/help del software impiegato. Quanto sopra riportato è solo una semplice traccia dei passaggi fondamentali, comune per tutti. Inoltre, vista la natura DINAMICA di questi procedimenti, aggiornarsi sempre confrontandosi con i colleghi affinchè quanto si va a memorizzare corrisponda effettivamente a qualcosa di operativo.

Termino indicando la fonte dal quale scaricare il software per la creazione di un proprio reflector NXDN (se vi è la reale necessità di gestire un proprio sottoinsieme). E’ software open-source, quindi utilizzabile da tutti MA IN AMBITO RADIOAMATORIALE, e chiaramente occorre avere le basi Linux e informatiche sufficienti per la compilazione e installazione del sistema su di un server in Cloud. Questo il link.

L’attuale server Reflector NXDN della Toscana è visionabile a questo indirizzo. Per le modalità di connessione chiedere direttamente a Michele IU5JHU oppure sul gruppo Telegram Digitale in Italia.

Buone prove, Michele iu5hju@gmail.com