Qualcosa è cambiato

di | 02/12/2019

Il titolo proposto racchiude molti significati. Per prima cosa ricordiamo nuovamente che i sistemi digitali sono dinamici per la loro natura, maggiormente quando si parla di multiprotocollo e interconnessioni tra network, anche con protocolli tra loro concepiti proprio per essere diversi. Quindi non possiamo aspettarci che una configurazione fatta sul nostro ripetitore, hotspot o trasmettitore digitale rimanga tale e funzionante per sempre. Piaccia o no questo è; non per cattiveria dei gestori dei sistemi server e network ma perchè, vuoi per migliorare il sistema grazie alle uscite di nuovi software, patch di correzione di bug e aggiornamenti ma anche, è non è secondario, l’implementazione di nuove procedure che i colleghi utilizzatori richiedono. Procedure che magari fino a 6 mesi prima non erano gestibili o neanche pensabili. Perchè questa premessa: perchè continuamente si pensa al sistema radioamatoriale digitale come qualcosa di difficile, troppo da “metterci le mani continuamente”, adatto a pochi. Ma alla fine la risposta è solo una: siamo “poltroni”, ci fa fatica imparare e studiare qualcosa di nuovo, magari anche cercando sulla rete internet le risposte che già ci sono ai nostri quesiti, perchè siamo dei “pigiabottoni” e ci limitiamo a dire sull’applicazione appena installata sullo smartphone “come mi senti?”, e fa ridere la cosa. Fortunatamente non tutti siamo così; magari a qualcuno viene anche in mente che esiste una apposita funzione chiamata “parrot” o “echo”, oppure qualcuno che si è documentato prima di “uscire on air” e in autonomia è in grado di accorgersi che non è il massimo della vita farsi ascoltare su 100 ripetitori che in quel momento sono collegati, grazie al multiprotocollo, al suo smartphone con una connessione dati scadente e/o con un sistema bluetooth più cinese della stessa Muraglia, con risultati ovvi, orrendi. Magari riusciamo, documentandoci, anche a comprendere che il multiprotocollo digitale radioamatoriale vive grazie a corrette configurazioni delle reti che stiamo usando. Se uso il protocollo DSTAR (o applicazione PEANUT) è fondamentale essere registrati su tale sistema, ma non solo. Poichè il multiprotocollo dal DSTAR passa sul DMR è implicito anche avere il proprio ID DMR indipendentemente possegga o meno il relativo apparato ricetrasmittente. Anche utilizzando un apparato digitale C4FM sul network multiprotocollo non devo esidermi dal capire dove la mia trasmissione verrà inviata e quindi, invece di inserire sull’apparato il soprannome di battaglia usato nella CB, tipo BUCCIA-991, magari è corretto inserire il proprio nominativo radioamatoriale (come richiesto e scritto nel manuale dell’apparato, che nessuno legge) e provvedere alle registrazioni sopra menzionate presso gli altri network/protocolli. Se siamo un po’ “sperimentatori” e curiosi tutta questa “grande fatica” poi non è. Oggi siamo anche fortunati perchè i sistemi per comprendere “visivamente” come il network funziona ci sono, le cosiddette “dashboard” o cruscotti e facilmente possiamo renderci conto che “il cambiamento” non è poi così traumatico. Quindi, visto che il computer andrebbe usato non solo per vedere i film su YouTube, attraverso una piccola ricerca sul motore di ricerca preferito ogni arcano verrà presto svelato. Cosa succede se non mi attengo a questi consigli e modi di procedere ? Semplicemente non vengo ascoltato da tutti (oppure non riesco  a parlare con altri) e creo confusione sul network perchè, non facendomi ascoltare completamente, qualche collega può premere il PTT (andare in trasmissione) mentre ancora (dal mio lato) sto parlando e quindi si genera quello che in gergo tecnico si definisce “un gorillaio” o, alla Toscana, “un grande casino…”.

Veniamo al secondo (per noi) significato di “qualcosa è cambiato”. Non abbiamo mai voluto, come Gruppo Radio Firenze, divenire un “operatore delle comunicazioni perfettamente funzionante”, ma invece destinare i nostri sforzi, investimenti (di tempo ed economici) e conoscenze, verso un divertimento che coinvolgesse anche altri “sperimentatori”. Un divertimento che, attraverso test ed implementazioni (a volte anche azzardate), portasse ad un arricchimento conoscitivo, libero per tutti. Ma probabilmente questo non sempre è visto da altri colleghi come un fattore positivo; colleghi radioamatori che magari preferiscono lasciare ripetitori (o TG, o Room, o Moduli…) “muti” invece di “inbastardire” l’emissione con altri protocolli (che peraltro funzionano benissimo) o semplici prove. Oppure colleghi “gestori” di altri sistemi che non hanno tempo (!!) ma è troppa la soddisfazione di detenere un server/reflector che, come si dice, meglio non ci parli nessuno (o male) che spengerlo, o riportare sul web informazioni errate perchè è noioso (o forse è voluto il non farlo?) scrivere periodicamente utili e corrette disposizioni. Addirittura arrivare a “bloccare” il flusso dati purchè non si invadesse, bonariamente, certi territori. Giustamente ognuno è libero di avere il proprio modo di pensare e di agire e proprio per questo motivo abbiamo deciso di fare qualche passo indietro come gruppo, “cambiando” il nostro modus operandi da fautori di “test e prove in prima linea” che erano sempre rivolti ad un coinvolgimento di massa e ad un miglioramento delle funzionalità, a semplici gestori di nostri impianti e sistemi continuando a portare comunque avanti gli interessi incentrati sul divertimento (disponibili sempre a tutti e per tutti) e l’hobby delle comunicazioni radioamatoriali digitali. Era doveroso riportare questo “secondo significato di cambiamento” per capire perchè alcune configurazioni sono mutate, sia per semplificarne l’uso (dopo collaudi positivi) ma anche per “liberarci” di fardelli che poi avevano perso l’originaria funzione.

Addentriamoci più nel panorama tecnico. Il Server di riferimento del GRF (Gruppo Radio Firenze) è il reflector multiprotocollo XLX039, compilato al momento con 3 moduli. Tale sistema è raggiungibile in diverse modalità e protocolli e costantemente aggiornato oltre che utilizzare componenti hardware per la transcodifica.

Il MODULO A è chiamato “network regionale”, adibito a QSO generici nella/con la Toscana:

  • con hotspot e ripetitori DSTAR, selezionando sul proprio sistema XRF039/A per il protocollo radioamatoriale DEXTRA, REF039 per connessione in DPlus;
  • TG 2241 DMR sulle reti BrandMeister e DMRPlus (su quest’ultima usando lo SLOT 2);
  • da ponti/HS C4FM (gestione YSF) è disponibile il reflector YSF con ID #26045 (IT GRF-YSF nella lista dei sistemi/server collegabili);
  • dal network YAESU Wires-X C4FM sulla Room ITALY-I5-MULTIP con ID #44258;
  • dall’applicazione per smartphone PEANUT, XLX039/A;
  • dal DSTAR, su ponti UFFICIALI non connessi direttamente al nostro server, impostando la STARNET 395/A sull”apparato radio;

Come su tutti i sistemi multiprotocollo è doveroso attendere prima di premere il PTT (o simile) tra un passaggio e l’altro almeno 5/6 secondi e indicare bene a chi si cede la parola.

Il MODULO B è chiamato “network italiano multiprotocollo”, adibito a QSO generici fra tutti i colleghi italiani indipendentemente la regione:

  • con hotspot e ripetitori DSTAR, selezionando sul proprio sistema XRF039/B per il protocollo radioamatoriale DEXTRA, REF039 per connessione in DPlus;
  • TG 22292 DMR sulle reti BrandMeister e DMRPlus (su quest’ultima usando lo SLOT 2);
  • da ponti/HS C4FM (gestione YSF) è disponibile il reflector YSF con ID #86968 (IT GRF-YSF2 nella lista dei sistemi/server collegabili);
  • collegando il reflector UFFICIALE YCS 222 della rete DMRPlus in C4FM;
  • dall’applicazione per smartphone PEANUT, XLX039/B;
  • dal DSTAR, su ponti UFFICIALI non connessi direttamente al nostro server, impostando la STARNET 395/B sull”apparato radio;
  • dal C4FM, direttamente con protocollo YSF, vedi articolo sul nostro sito;

Infine è disponibile per i tecnici del GRF e sostenitori del gruppo un apposito TG/Cluster multiprotocollo che deve essere gestito per le prove tecniche, proprio per non inficiare sulle normali operatività. Il nostro gruppo ha anche un server ufficiale IPSC2 della rete DMRPlus chiamato IPSC2-IT-MLINK, aperto a tutti i sistemi hotspot, HBlink e interconnessioni. Ogni nostro sistema è creato con software open source e/o regolarmente licenziato e in condivisione con il network BrandMeister e DMRPlus proprio per assicurare ai colleghi utilizzatori la massima disponibilità dei flussi regionali multiprotocollo e solo DMR, oltre altri flussi. Per le specifiche configurazioni rimandiamo ad articoli già pubblicati, facendo attenzione alle dovute rettifiche.

Di seguito riportiamo i link alle dashboard ove è possibile visionare i propri passaggi per assicurarci di avere tutto configurato correttamente:

Qualsiasi comunicazione può essere inoltrata a info@grupporadiofirenze.net

Nel ricordare che è buona norma, leggendo i vecchi articoli, aggiornarci nelle configurazioni controllando sempre cosa è stato scritto di recente (come è stato spiegato all’inizio di questo post), auguriamo buon divertimento.

Il GRF