Dal “DIARIO” di un ex installatore di ripetitori professionali

Tanti di voi conoscono l’utilizzo della radio in diverse forme, analogica, digitale, ma …
IL RIPETITORE ???

Cosa c’è oltre la radio che ci permette di rimanere in contatto?

Un ripetitore naturalmente, ma la domanda nasce spontanea, che cosa è un ripetitore?
E’ un impianto  ( abbreviato RPT ) che  a sua volta è un insieme di vari componenti:
a) sistema di alimentazione
b) ricevitore
c) rasmettitore
d) schede di transito
e) filtri RF
f) cavo coassiale
g) antenna

Un lavoro molto tecnico è alla base della costruzione ed installazione, e come ci hanno sempre insegnato, 10 dollari la radio e 100 per l’antenna. La postazione ed il sistema radiante è importantissimo per quanto riguarda il buon risultato. Quindi vorrei dimostrarvi con i miei studi e le esperienze avute sul campo quando facevo installazioni come ottenere un buon risultato. Preferisco partire dalla fine.

ANTENNA
L’antenna va scelta soprattutto in base alla postazione radio che ci ospita, la sua orografia che la contorna e l’analisi ottenuta da eventuali prove. Comunque di norma un RPT deve “illuminare” le zone a lui vicine e non sprecare energia . Qualsiasi antenna che mettiamo deve essere cortocircuitata a massa per la continua al fine di preservare il più possibile il sistema del RPT. Secondo la mia esperienza la stragrande maggioranza di antenne montate per le postazioni in altura sono i Dipoli ½ onda che come vediamo nelle immagini seguenti hanno quasi tutte un lobo verticale bello largo di circa 70 / 80 gradi, all’occorrenza possiamo valutare esempio delle yagi 3 elementi o altre tipologie di antenne accoppiate. Ricordiamoci che poi dovremmo fare anche manutenzione ed assistenza in zone non sempre ben accessibili e quindi quello che non c’è non si guasta.

CAVO COASSIALE ( DISCESA )
Nelle postazioni radio di solito non siamo mai soli e i nostri vicini spesso sono le Broadcast ( TX FM O TV con tanta potenza emessa ), quindi la scelta di un buon cavo diventa obbligata. Il minimo sindacale dovrebbe essere ( x calate sopra i 15 mt ) il cellflex ½ pollice con connettori adeguati. E’ cosa logica mettere le codine ( rdk o rg 214 doppia calza ) per poter gestire al meglio l’arrivo del cavo in postazione. Comunque come regola generale il cavo sulla frequenza di utilizzo non deve avere un’attenuazione sopra i 3 db tra partenza e arrivo.

FILTRI
E’ cosa illogica montare un RPT con 2 antenne ( 1 x TX e 1 x RX ) perché rischiamo di avere 2 tipologie di lobi d’irradiazione dei sistemi radianti che pregiudicano in maniera esponenziale il funzionamento e la copertura radio.
La buona regola è quella di usare dei duplexer o vari accoppiamenti di filtri passa banda e notch per poter usare una sola antenna, il disaccoppiamento dovrebbe superare gli 80 db, se arriviamo a 100 db ( ed eventualmente li superiamo ) abbiamo fatto un ottimo lavoro. L’aggiunta di un circolatore aiuta in maniera sostanziale l’eventuale desensibilizzazione del ricevitore.

SCHEDA DI TRANSITO
La scheda di transito oppure altre schede di gestione dei vari segnali di BF è quel componente che ci aiuta a gestire il nominativo vocale o in CW, allineamento dei vari valori della BF, prelevare la BF per eventuali altri RPT d’intercollegamento oppure la trasformazione in segnale digitale per poter portare a “spasso” per il mondo ( tramite INTERNET ) i nostri segnali.

TRASMETTITORE
Il trasmettitore come sappiamo è la parte che “ trasforma “ la bf in rf. E’ bene usare TX di collaudata esperienza con una buona stabilità di frequenza ( soprattutto se il RPT deve funzionare anche in digitale ). Al fine di avere un RPT “ bilanciato “ come dice il buon Graziano IZ5IGB al connettore d’antenna in testa al traliccio è bene che non ci siano + di 5 w.
Un ripetitore se lo senti, devi essere in grado di transitarci, anche con un ricetrasmettitore portatile.

RICEVITORE
Un buon ricevitore deve avere 3 “S”: Selettività, Stabilità, Sensibilità. Soprattutto per un ripetitore l’RX deve avere un’ottima selettività, può essere d’aiuto alcune volte aggiungere un filtro passabanda sul ramo RX per attenuare l’eventuale desensibilizzazione.

ALIMENTAZIONE
E’ buona norma dimensionare bene le dimensioni elettriche del sistema di alimentazione, mettere dei filtri vari per la radio frequenza e soprattutto calcolare bene le dimensioni della batteria in tampone. Mi preme evidenziare che non basta mettere in brutale parallelo una batteria al piombogel (anche con eventuale diodo di protezione), ma è bene che ci sia un alimentatore ad HOC che gestisce in maniera intelligente la carica ed l’eventuale scarica della batteri e che la durata di questa sia almeno per 48 ore di operatività.

PER FINIRE
Il ripetitore sarebbe logico avesse una sorta di telecontrollo e che desse un allarme quando va a batteria.

Spero che la lettura di questo articolo ti abbia aiutato a capire come applicare le esperienze professionali in ambito amatoriale, tutto questo per realizzare un impianto più funzionale ed affidabile possibile.

73 Giacomo IW5BVH