MMDVM_HS_HAT_DUPLEX CONNESSIONE A SERVER IPSC2

Materiale occorrente per l’installazione del “mini ripetitore”:

  • Un Raspberry Pi con installata la distribuzione pi-star (in questo caso è stato utilizzato il modello 3B con la pi-star 3.4.xx)
  • Un ID a 6 cifre provvisorio e gli altri dati necessari per il collegamento al server DMR IPSC2 Tuscany2 (chiedere a David ik5xmk@gmail.com)
  • Una scheda MMDVM_HS_HAT_DUPLEX (per raspberry).

La scheda MMDVM oggetto della presente prova è stata acquistata su ebay al prezzo di circa 48 euro.
Montata su raspberry, sulla sinistra sono visibili, in alto ed in basso, gli alloggiamenti per i due connettori SMA femmina (sono compresi nella confezione insieme alle antenne).

Sul retro della scheda sono indicati i valori degli offset per la configurazione software da impostare nel file MMDVM.ini. Almeno nel mio caso i valori indicati sono risultati corretti per il D-STAR, ma non per il DMR (la radio non si agganciava in trasmissione). Procedendo per tentativi (aumentavo di 50 ogni volta e verificavo il BER) ho trovato il valore ottimale di 550.

Configurazione con distribuzione linux Pi-Star

Per configurare correttamente la pi-star bisogna utilizzare la modalità “expert” (raggiungibile dal link configurazioni → expert → Quick Editors: MMDVMHost) ed impostare i parametri nella maniera seguente:

dove sono evidenziati il nominativo e l’ID, che deve essere a 6 cifre per il server IPSC2; ovviamente devono essere impostate due frequenze, quella di ricezione e quella di trasmissione (ho usato uno shift di +5Mhz, ormai standard per i ponti digitali).

A seguire vediamo la parte riguardante le impostazioni del modem, con evidenziati i due offset da inserire con la procedura vista in precedenza ed infine le due sezioni riguardanti il DMR (gli altri protocolli li ho lasciati disabilitati):

Accesso al server DMR (Tuscany2):

Una volta salvate le varie sezioni del file di configurazione ho effettuato un riavvio del raspberry ed ho atteso che si collegasse al server IPSC2 e che venissero assegnati dall’ amministratore del server (ik5xmk) i flussi (TG) sui due slot. Questo è ciò che visualizzava la dashboard del server IPSC2-TUSCANY2 a configurazioni ultimate:

Utilizzo della MMDVM DUPLEX in DMR

L’utilizzo di questo hotspot è uguale a quello di un ponte ripetitore digitale: si utilizzano i TG su entrambi i TS anziché i reflectors come di consueto per un hotspot, si possono utilizzare, disponendo di due radio, contemporaneamente entrambi i TS. Sotto la dashboard presente nella distribuzione Pi-Star dove possiamo notare i due timeslot abilitati e le trasmissioni sia sul TS1 che sul TS2:

Ho testato questa soluzione per qualche sera senza nessun problema, anche con passaggi abbastanza lunghi (fino ad un paio di minuti). L’unica cosa notata è che qualche volta non viene gestito correttamente il flusso proveniente dalla rete e destinato al TS2, ma viene “generata” anche una trasmissione di 0.1 sec sul TS1 come evidenziato sotto, che però non comporta nessun problema apprezzabile nell’ utilizzo:

Utilizzo in D-STAR

Questo hotspot è stato testato anche su rete D-STAR. La configurazione è molto più semplice e si effettua dalla pagina standard, selezionando il modo duplex, impostando le due frequenze, gli altri parametri della rete D-STAR come su un hotspot “normale” (simplex) e scegliendo MMDVM_HS – Raspberry Pi Hat (GPIO) come tipo di radio:

Ovviamente, non avendo la rete D-STAR due timeslot, i benefici rispetto ad un hotspot simplex sono minori. E’ però da segnalare la possibilità di inviare comandi mentre è in trasmissione (in questo modo evitiamo di rimanere “intrappolati” in QSO di altri potendo disconnettere o cambiare modulo sul nostro “ripetitore personale”).

Alcuni aspetti da verificare

  • Capire il comportamento al variare dello shift (probabilmente scendendo sotto un certo valore le due radio iniziano ad “accoppiarsi” e si dovrebbe alzare il BER).
  • Abbinare un amplificatore RF, un duplexer ed un’ antenna e vedere come si comporta il sistema, magari iniziando con piccoli valori di amplificazione e da shift elevati, verificando se esiste una relazione tra potenza e shift.
  • Testarlo con altri server verificando se il problema della trasmissione “doppia” iniziale, seppur brevissima, persiste.

Buone prove, Antonio IU5JAE

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