Multiprotocollo ITALIA, DStar assieme a DMR e C4FM

di | 27/03/2019

Dopo molteplici prove (con esito positivo) effettuate “in casa”, ovvero sulla zona 5 Toscana e precisamente sul sistema MULTIPROTOCOLLO TOSCANA (o “Granducato” detto in maniera scherzosa) e replicate grazie ad altri colleghi in altre regioni italiane ci siamo concentrati nell’ottimizzare il MULTIPROTOCOLLO ITALIA, un insieme di ponti ripetitori, hotspot e server (in datacenter) tra loro interconnessi. Questa soluzione, composta da software tra loro diversi (tutti regolarmente licenziati e open source) e “hardware di transcodifica”, permette il passaggio dei flussi voce tra i protocolli radioamatoriali ad oggi più usati e nella fattispecie tra DStar, DMR e C4FM. E’ capibile che non è stato un percorso semplice, focalizzando i test e le configurazioni nella ricerca di un equilibrio il più performante possibile tra sistemi che non sono stati pensati dai produttori per “vivere assieme”. Ricordiamo che è un “hobby”, il tempo impiegato è stato lungo e sottratto alle normali attività quotidiane, perciò il grande ringraziamento va a chi a seguito la crescita di questo sistema sopportando anche le problematiche inevitabili di una struttura embrionale senza denigrarlo e a chi ha investito mezzi e risorse in un”giocattolo per tutti”. Ringraziamo infine gli utilizzatori che invogliamo giornalmente ad utilizzare questo multiprotocollo come “canale di QSO” (anche per, facendo appello al senso civico,  liberare da intensa attività i regionali che giustamente sono stati creati per un traffico locale) e a spingerlo al massimo delle potenzialità affinchè la crescita tecnica e operativa possa continuare.

Multiprotocollo ITALIA, marzo 2019

Questa premessa è stata doverosa per affrontare il primo passaggio per capire come accedere, per poi addentrarci nelle singole modalità tecniche/operative. Se entro in un bar aperto al pubblico o in un ristorante, mi attengo alle disposizioni che il gestore/i dell’attività propone. Se non mi piace il menu o come viene servito, cambio locale. Questo non limita la mia libertà del vivere quotidiano, vivo in una società e mi adopero nel rispettare le regole che sono civili e uguali per tutti. Il MULTIPROTOCOLLO ITALIA è un ristorante dove viene servito un menù particolare, non ci sono “utenti” nè “clienti” e non viene garantito nessun servizio, ma amici con i quali condividere i piaceri e i doveri di questo hobby radioamatoriale. Ci sono delle regole da rispettare, fatte “non per limitare” ma per esigenze tecniche “lasciare il libero accesso a tutti” e soprattutto “sentirci tutti”. Sono software e reti diverse interconnesse tra loro, il DMR necessita di alcuni tecnicismi, il DStar e il C4FM idem, quindi non meravigliamoci se ci vengono richieste, nell’utilizzare il MULTIPROTOCOLLO ITALIA, le registrazioni ai sistemi digitali in uso (indipendentemente se possiedo o no apparato radio di tale protocollo). Se questo “menu” proposto così vario nell’assaporare gusti diversi non ci piace, nessun problema; esistono tantissime altre alternative, basta cercare su internet. In questo ristorante si fa così affinchè tutti possano mangiare bene e in perfetta armonia. Le configurazioni dei server, le “room”, i moduli DStar, i TG stessi sono “personalizzazioni” di un sistema che portano in ambienti “ad hoc” dove non c’entra nulla il discorso “ho il nominativo e faccio come voglio” (che può andare bene per rimanere in locale sul ponte ripetitore in uso, giustamente, sempre nei limiti dell’educazione e di quanto la licenza impone). Quindi il primo passo (se già non fatto in passato) è quello di registrarsi sulla rete DStar (basta compilare un FORM online), sulla rete DMR (altro FORM online) e mettere i corretti parametri sulle radio in uso: sul C4FM impostare correttamente il proprio nominativo ed eventuale tipo di apparato, es. IK5XMK-991. Per gli apparati DStar e DMR è sufficiente cercare su internet; su questo nostro sito ci sono spiegazioni sulle programmazioni e significato dei parametri necessari. L’esito delle registrazioni NON è immediato; occorre del tempo affinchè l’aggiornamento dei database sia propagato su tutti i sistemi (generalmente viene fatto in orario notturno); inoltre ricordiamo che i sistemisti/colleghi gestori dei database mondiali sono “esseri umani” e svolgono queste attività, come noi, a livello di hobby nel tempo che riusciamo a dedicare.

Dashboard dei passaggi sul MULTIPROTOCOLLO ITALIA

Ci sono vari server collegati fra loro, la Dashboard di XLX039 riassume i passaggi degli utilizzatori del sistema e indica numerosi link agli altri server interessati alla procedura. E’ fondamentale prendere visione di quanto accade anche per correggere possibili errori di configurazione ed assicurarci di transitare correttamente nei protocolli interessati al processo. Un esempio per tutti: se non abbiamo la registrazione DStar infatti transiteremo con il nominativo N0CALL in alcuni casi o addirittura non uscirà la modulazione sui ponti ufficiali ICOM (e su alcuni reflector) comportando “QSO a metà” per chi ascolta (sentiranno solo il corrispondente). Se non in possesso di registrazione DMR (o se non si impegna bene l’impianto del ponte ripetitore in uso) il sistema multiprotocollo mostrerà (oltre indicandolo sulla dashboard)  addirittura il nominativo del sysop IK5XMK per indicare appunto questo problema. Quindi almeno inizialmente seguire bene il “lato informatico” del multiprotocollo per capire come siamo visti dall’intero apparato e (anche successivamente) attendere sempre 5/6 secondi prima di premere il PTT tra un passaggio e l’altro affinchè ogni impianto (anche di protocollo diverso) possa correttamente allinearsi. Ricordiamo appunto che non è “un vezzo” ma una priorità seguire “il menu presentato del ristorante” perchè ogni software in uso ha le sue necessità.

Tecnica operativa di ingresso al MULTIPROTOCOLLO ITALIA:

  • ripetitore collegato alla rete DMR BrandMeister: usare il TG 22292, richiamabile sia su SLOT 1 che su SLOT 2
  • ripetitore collegato alla rete DMRPlus: usare il TG 90 su SLOT 2
  • hotspot connesso a rete DMR BrandMeister: usare il TG 22292
  • hotspot connesso a rete DMRPlus: usare il TG 90 oppure il reflector 4261
  • applicazione PEANUT su smartphone : richiamare la connessione a XRF039B
  • ripetitore collegato a rete DSTAR: verificare che sia connesso (o spostarlo) al Reflector XLX039 modulo B
  • ripetitore collegato a rete DSTAR: nel caso NON sia connesso (o non spostabile) a XLX039/B usare la STARNET 395B
  • ripetitore o nodo C4FM YSF: collegare la “Room #86968”
  • ripetitore o nodo C4FM YAESU WIRES-X: collegare la “Room #44528”

Come visionare i transiti sui singoli sistemi/protocolli interessati:

  • dashboard BrandMeister: LINK
  • dashboard DMRPlus: LINK
  • dashboard PEANUT: LINK
  • dashboard DSTAR: LINK
  • dashboard STARNET-DSTAR: LINK
  • dashboard YSF: LINK
  • dashboard WIRESX: LINK

Come possiamo vedere il MULTIPROTOCOLLO ITALIA è un sistema complesso, nato per fare QSO tra le varie regioni d’Italia, che ha sicuramente delle fragilità per la sua stessa natura di “multi software impiegato” ma permette a tutti di fare QSO con l’apparato radio che più piace. Al server XLX039 ci sono connessi altri Reflector DStar di regioni italiane che a loro volta danno accesso a innumerevoli ponti ripetitori. Non ci sono passaggi “analogici” tra le interconnessioni dei server e dei nodi e ponti ripetitori (ad esempio nel prendere l’audio da un sistema per portarlo su un altro), tutto viene eseguito “su server” in datacenter. La qualità della modulazione è molto buona e chiaramente dipende anche dal tipo di radio in uso e da come si impegna il ponte ripetitore. Infine, concludendo, ma è la parte più importante: il multiprotocollo viene gestito “amatorialmente” con gli sforzi e contributi (anche economici) di alcuni colleghi radioamatori per cui è bello usufruirne anche per dare soddisfazione allo sforzo prestato nella creazione e configurazione ma allo stesso tempo non è un servizio dove ci sono utenze e responsabilità di continuità funzionale.  Il nostro è un meraviglioso hobby dove si coniuga informatica e tecnica radioantistica; vediamo di inserirci sempre anche un certo “ham spirit” almeno nello sforzarsi di capire e studiare quanto utiliziamo affinchè da allievi si diventi maestri per altri colleghi radioamatori.

Buone prove, David IK5XMK