Una semplice traccia per la programmazione base di un codeplug DMR

Anche se il DMR radioamatoriale è presente nel panorama delle comunicazioni digitali del nostro hobby da alcuni anni, una delle difficoltà maggiori che i colleghi riscontrano nell’affrontare questo sistema è la programmazione del proprio apparato ricetrasmittente. Premetto che serve una conoscenza di base del mondo informatico, come è giusto che sia parlando di trasmissioni digitali, e la voglia e la pazienza di “capire” come funziona questo sistema. Importante sapere che, quasi, ogni modello/marca di radio ha un proprio software di programmazione e quindi le videate saranno giocoforza diverse (Motorola ha un programma diverso da Hytera). Questo il motivo per il quale è importante “capire il procedimento” di programmazione e non imparare scolasticamente le varie finestre del software in uso al momento.

Il primo passo è quindi quello di “leggere” il codeplug ( codeplug = programmazione, configurazione del ricetrasmettitore) collegando l’apparato al computer tramite apposito cavetto (generalmente USB dato in dotazione o acquistato separatamente) e il programma relativo (scaricabile anche dal sito del produttore del ricetrasmettitore o dato assieme al cavetto). Vedere quindi sul programma del ricetrasmettitore l’apposito bottone o funzione. Ricordiamoci: IMPARIAMO IL METODO e non l’icona !!

Il codeplug può essere vuoto (di fabbrica) o con dei parametri già inseriti se il ricetrasmettitore è stato usato da altra persona. Nei prossimi passaggi vediamo le funzionalità base e tralasciamo intenzionalmente altre programmazioni come l’eventuale GPS (se presente, e troppo specifico per il singolo sistema). Dobbiamo essere in possesso del numero ID DMR per stazione radio individuale, ottenuto dalla nostra registrazione sul sito apposito (vedi REGISTRAZIONE DMR). Inseriamo quindi l’ID ed il nostro nominativo nei box preposti del software che stiamo usando (menu opzioni generali o configurazione e settaggi).

Il DMR opera per “contatti” che possono essere individuali (ID personali) o di gruppo (TG o Talkgroup). Pensiamo banalmente ad una selettiva che, quando attivata, “sblocca” uno o più ricetrasmettitori. Nel digitale si parla di contatti e TG. Nella configurazione e inserimento dei contatti possiamo specificare nell’apposita colonna un nome e associarlo ad un numero, oppure utilizzare da ambo i lati l’informazione numerica, come preferiamo. Vediamo di seguito come ad esempio è presente il contatto 2225 come “di gruppo” quindi chiamato TG (opera per il transito sulla intera rete Toscana multiprotocollo) e il contatto 2225012, ovvero il numero ID privato di un collega radioamatore. Nella colonna Contact Name potremo mettere in questo caso IZ5ILH (che ha come ID 2225012) e, importante, specificare “chiamata individuale” o “privata”. Quando il collega opererà in radio vedremo sul nostro display il suo nominativo.

Di seguito l’elenco dei TG utilizzati (e in condivisione) nelle reti BM (BrandMeister) e DMR+ (DMRPlus) – SOLO DMR (non si ascolteranno altri protocolli). Può essere utile programmare tutti i contatti seguenti in modo da poter ascoltare qualsiasi collega che si troverà a transitare sul ripetitore che stiamo usando, e metterli nello stesso gruppo di ascolto:

2230 – Lazio

2231 – Sardegna

2232 – Umbria

2233 – Liguria

2234 – Piemonte

2235 – V. Aosta

2236 – Lombardia

2237 – Friuli V.G.

2238 – Trentino A.A.

2239 – Veneto

2240 – Emilia R.

2241 – Toscana

2242 – Abruzzo

2243 – Marche

2244 – Puglia

2245 – Basilicata

2246 – Calabria

2247 – Campania

2248 – Molise

2249 – Sicilia

TG ZONALI O MULTIPROTOCOLLO (da 2220 a 2229, uno per ogni ogni AREA ITALIANA, come da suddivisione ministeriale)

Il passaggio successivo è quello di creare un “gruppo di ascolto” ovvero indicare al ricetrasmettitore quando aprire lo squelch e farci ascoltare l’audio. In pratica se passa un contatto presente nel gruppo di ascolto, sentiremo l’audio. Possiamo dare qualsiasi nome al gruppo, lo utilizzeremo nelle proprietà del canale di memoria, successivamente.

La programmazione del “canale” o “memoria del ponte” è una fase che associa i settaggi fatti ad una frequenza operativa. Occorre indicare la frequenza del ponte (ricezione e trasmissione), assegnare un nome alla memoria (esempio il luogo ove è ubicato il ripetitore, per visualizzarlo quando si seleziona la memoria), associare un contatto creato in precedenza (quando si preme il PTT si opererà sul TG indicato – es. 2225 = Toscana multiprotocollo) e il gruppo di ascolto per sentirne l’audio. Il color code è per prassi radioamatoriale uguale a 1, possiamo fare il paragone ad un “tone squelch”. La selezione dello SLOT  (in DMR si usano due SLOT, due canali sulla stessa frequenza) segue la prassi operativa comune: nella rete DMRPlus ad esempio i TG regionali sono richiamabili sullo SLOT 2 mentre il TG “nazionale” 222 è sullo SLOT 1. Su BrandMeister i TG hanno maggiore equiparazione e possono essere gestiti da entrambi gli SLOT. Occorre vedere in giro come vengono configurati i vari TG sui relativi network.

A questo punto non rimane altro che “raggruppare” i canali di memoria preparati in “zone”. Il termine zona può assumere diversi significati, In pratica è come avere un raccoglitore di documenti da ufficio (codeplug) e il singolo cassetto lo pensiamo come zona. In essa ci inseriamo le memorie che possono avere una certa attinenza in modo da richiamarle più facilmente da un pulsante programmabile sull’apparato (es. Firenze e dentro tutte le memorie dei ponti ripetitori di Firenze). E’ una operazione estremamente soggettiva. Io utilizzo come “raccoglitore” il nome della località del singolo ripetitore ed in essa (la zona) inserisco solo due memorie per quel ripetitore (una sul TG 2225/multiprotocollo e una sul TG 2241/solo dmr).

La programmazione è terminata, memorizzare il codeplug preparato nell’apparato. Leggere inoltre con attenzione in manuale del ricetrasmettitore e la guida/help del software impiegato. Quanto sopra riportato è solo una semplice traccia dei passaggi fondamentali, comuni per tutti.

 

Alcuni consigli pratici

Inutile programmare tutti i ripetitori italiani e tutti i TG di tutte le regioni in essi. E’ un mondo estremamente dinamico e le informazioni cambiano velocemente, meglio memorizzare solo i ripetitori che riesco ad accedervi e su essi i TG che sono sicuro di usare.

Programmare il TG 9 sullo SLOT 2, serve per parlare “in locale”, ovvero impegnare SOLO un singolo ripetitore senza uscire sul network.

Prima di parlare assicurarsi sempre di essere sullo stesso TG del corrispondente altrimenti chi ascolta sul sistema sentirà solo una parte e non entrambi gli interlocutori.

Prima di riprendere la conversazione, tra un passaggio e l’altro, attendere alcuni secondi. Ci sono molti sistemi interconnessi via internet.

Le trasmissioni digitali radioamatoriali sono in perfetta simbiosi con l’informatica; controllare sulle dashboard dei server/network che solitamente sono raggiungibili su internet come si svolge il traffico, chi è presente sul network, informazioni e modalità d’uso di tale rete.

 

Io statico, tu dinamico?

Per concludere, scusandomi per il linguaggio semplice ma volutamente utilizzato per massima facilità d’uso, alcuni chiarimenti sul concetto di statico e dinamico. Non tutti i network (reti che uniscono più ponti ripetitori) hanno le stesse modalità d’uso. Se un ponte ripetitore ha un TG assegnato come “statico” vuol dire che l’audio portato da tale TalkGroup arriverà sempre quando utilizzato. Es. su 10 ripetitori inserisco (come sysop del server del network) come statico il TG 2241, se faccio chiamata su uno dei 10 ripetitori usando la memoria del mio apparato con il contatto 2241 arriverò ad impegnare con la mia voce tutti e 10 i ripetitori. Diversamente un TG “dinamico” apre una finestra/flusso audio a richiesta. Es. sul mio network il TG 22292 (BrandMeister) apre il flusso verso il DSTAR, richiamo tale TG sul ripetitore che sto usando e posso fare QSO impegnando solo il mio ripetitore verso la rete collegata al TG eseguito (e non tutti e 10 ripetitori di prima). Generalmente su rete DMRPlus la chiamata dinamica ha una durata temporale di 30 secondi (se nessuno parla dopo tale tempo si richiude la finestra). Fino a che c’è traffico audio la finestra dati rimane aperta. Su rete BrandMeister un TG dinamico ha durata di 10 minuti indipendentemente dal traffico. Dopo devo nuovamente ripremere il PTT per riattivare il flusso.

 

Buon divertimento, David IK5XMK